Hacker chi sono ? sono tutti i uguali?

tipi di hacker vdmweb

Chi è un Hacker ?

Gli hacker sono esperti di informatica e computer in generale, ma non sono i sociopatici che la maggior parte delle persone immagina. Hanno grandi capacità logico deduttive, sono grandi esperti non solo di informatica e programmazione, ma anche di sicurezza in genere, di crittografia e decifratura codici. Per questo, molti ragazzi che si avvicinano al mondo dell’informatica vengono attratti da queste figure e sognano di diventare hacker.

L’hacking, se vogliamo, è anche uno stile di vita, una forma mentis. E molti applicano questa “forma mentis” nei campi più disparati, come l’elettronica o la musica. Ad esempio, si può agire su determinati circuiti elettrici dei computer per aumentarne le prestazioni – come accade nell’overclocking dei processori -, oppure per eliminare delle limitazioni nel funzionamento di determinati componenti hardware o software. Certo, un hacker non ammetterà mai, o lo farà a denti stretti, che anche queste sono operazioni di hacking. Però, in senso largo, possono essere considerate tali.

Molto spesso il lavoro degli hacker viene sfruttato anche per aumentare la sicurezza informatica “dell’utente medio”. Scoprendo falle di sicurezza nei programmi o nei sistemi informatici, infatti, rendono di riflesso disponibili informazioni su come “mettere una pezza” a quella stessa falla. Casi del genere accadono quasi quotidianamente, e uno degli ultimi ha visto coinvolta Skype, costretta a correre ai ripari dopo che degli hacker russi avevano trovato un modo per resettare le password degli account.

Come si diventa un hacker?

Comunque, se davvero si vuole diventare degli hacker, la prima cosa da fare è scandagliare la rete alla ricerca di un gruppo di lavoro hacker e unirsi a loro. Saranno direttamente loro a iniziarvi sulla strada dei codici e delle tecniche per sfruttare i primi exploit. Le basi, naturalmente, sono rappresentate dalla programmazione: se non sapete cosa sia un linguaggio di programmazione – anche semplice come il BASIC -, magari è meglio che vi dedichiate ad altro. Una volta che avete appreso i rudimenti della programmazione, potete passare alla fase successiva: scaricate una distribuzione Linux (o comunque Unix) e iniziate a smanettarci sopra. Quando sarete in grado, ad esempio, di costruirvi un kernel ad hoc per la vostra macchina, potrete passare alla terza fase: imparare ad utilizzare il World Wide Web e la programmazione. Nel mentre, è necessario che apprendiate un inglese funzionale a ciò che volete mettere in pratica.

Quanti tipi di hacker ci sono ?

Premettendo che le categorie dipendono molto da un concetto etico ogni hacker possiede le competenze per per ricoprire diversi ruoli.

White Hat (Hacker)

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Sono coloro che testando un sistema, se trovano vulnerabilità avvertono immediatamente l’amministratore dando anche consigli su come riparare la falla in modo che non venga sfruttata da eventuali malintenzionati. Il loro obbiettivo è di diminuire il livello effettivo di rischio, di cui sono esposti i dati, e proporre eventuali azioni correttive per migliorare il grado di sicurezza.
Questa modalità prevede un tipo di lavoro etico e corretto, in quanto il piano di marketing viene progettato e sviluppato alla luce del sole. Coloro che portano il cappello bianco sono definiti Hacker, ma quelli “buoni” ed “ettici”.

Black Hat (Cracker)

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Coloro che portano invece il capello con il colore opposto al bianco (ossia il nero), sono i “cattivi” di turno, infatti quel che fanno è attaccare i sistemi informatici a scopo illegale. Sono coloro che vogliono tutto e subito, senza troppe difficoltà o lavorazioni complicate. L’obiettivo è raggirare blocchi (o protezioni) imposti da qualsiasi sistema informatico al fine di trarne profitto o creare danni, e quando trovano qualche vulnerabilità in un sistema informatico le tengono per se, in modo da poterle sfruttare successivamente in caso di bisogno.
Spesso sono presenti anche dei “mercati neri”, infatti vengono a vendere e/o scambiare le loro vulnerabilità in cambio di soldi ed altri exploit, come può essere uno script, un virus (sotto-categoria del malware) o un malware, che, sfruttando una specifica vulnerabilità presente in un sistema informatico, ne permetta l’esecuzione di un codice malevolo su esso con lo scopo di far ottenere all’attaccante i privilegi amministrativi.
Coloro che portano il cappello nero sono anche definiti Cracker, ossia sono degli Hacker “malvagi”.

Gray Hat

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Se c’è il bianco e il nero, chi c’è allora in mezzo? Il grigio ovviamente, infatti, ecco qui un’altra tipologia di hacker. Coloro che portano il cappello grigio, sta a significare che, a seconda della situazione, scelgono di agire come meglio gli sembra. Ad esempio, quando scoprono una vulnerabilità, possono si dire all’amministratore su come funziona questa falla (cosa che i White Hat fanno spesso), ma non prima di ricevere qualcosa in cambio (come possono essere i soldi, i dati di qualcuno, etc.).
In questa categoria rientrano gli attivisti Anonymous, coloro che agiscono anonimamente in modo coordinato o anche individualmente, per perseguire un obiettivo concordato anche approssimativamente.

Lamer

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Ed infine, si termina in bellezza (ironia) parlando dei Lamer, che non è altro che un aspirante cracker con conoscenze informatiche limitate, infatti la sua traduzione è letteralmente “zoppo”, o per meglio dire imbranato o sfigato.
Essi sono spesso considerati per lo più alla stregua di ragazzini che, a puro scopo di vandalismo, cercano di provocare danno al prossimo. Ciò può avvenire nei casi più raffinati attraverso l’invio di trojan (malware) ad altri utenti al fine di avere accesso ai loro sistemi, per poi eventualmente danneggiare o distruggere informazioni; oppure attraverso l’utilizzo di piccoli programmi (reperiti nel web), per attuare attacchi ai siti Internet, allo scopo di danneggiarli o sfregiarli (ovviamente).
Il lamer si differenzia dall’hacker e dal newbie (ossia colui che è alle prime armi), perché il suo scopo non è esplorare, imparare e migliorare, ma solo ed esclusivamente creare danni, per il puro divertimento personale. 
I lamer sono molto odiati dagli hacker, perché sono ritenuti, almeno in parte, responsabili della connotazione negativa del termine hacker, che viene tutt’oggi associato alla criminalità informatica, alla diffusione di malware, etc.
I media tradizionali (televisione, radio, giornali) quando viene data notizia di un attacco informatico da parte di un cracker, non fanno uso di termini specifici quali “cracker” o “lamer”, ma utilizzano, per semplicità o pura ignoranza, la parola “hacker”, quindi sì, voi che state leggendo questo articolo, di sicuro qualcuno vi avrà mentito e preso gioco di voi facendovi credere che gli hacker e cracker fossero dei sinonimi, cosa che non è vera assolutamente.
Nei giochi multiplayer, questo termine viene usato per indicare uno/a che disturba la propria squadra, anche nei luoghi di ritrovo (come i forum), per sottolineare la mancanza di conoscenze e presunzione di un utente. Viene inoltre affibbiato il soprannome “lamer” o con l’italianesimo “lamerone”, che sono coloro che sfruttano bug o exploit dei videogiochi, soltanto per essere sleali (che vuol dire barare o cheattare).

Video Spiegazione

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