IpTV: cos’è? come funziona? ecco una panoramica

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Hai mai sentito parlare di IpTV? Beh, se sei capitato su questo approfondimento molto probabilmente sì. E la tua intenzione – presumibilmente – sarà ora quella di scoprire  l’IpTV: cos’è e come funziona in pratica. Bene, quindi, senza inutili giri di parole, vediamo di comprendere questo interessante fenomeno, che – meglio precisarlo sin da ora – presenta molte sfaccettature e, spesso, può sfociare nell’illegalità. Una delle prime domande che si pone infatti chi si avvicina per la prima volta alle IpTV è se si tratti o meno di un sistema legale.

Ma allora  perché si parla di illegalità? Semplice, perché spesso si ricorre all’IpTV per vedere trasmissioni che sono appannaggio di canali trasmessi da sistemi che prevedono il pagamento di un abbonamento. Stiamo parlando di piattaforme come Netflix, Sky, Prime Video, Dazn, NowTV e via discorrendo. Ma procediamo per gradi e scopriamo come funzionano le IpTV.

Per poter usufruire di un servizio IpTV è necessario ovviamente avere a disposizione Internet (abbastanza veloce) e dotarsi di un dispositivo idoneo alla ricezione del segnale: uno smartphone, un tablet, un PC o una smart TV. O, in alternativa, un apposito decoder IpTV. Un piccolo sistema (su cui generalmente è installato Android) facilmente reperibile nei negozi di elettronica o direttamente su uno store online, come Amazon.

Come funziona l’IpTV?

Come anticipato, per poter vedere le trasmissioni IpTV è necessaria una connessione Internet abbastanza veloce, soprattutto perché – detto in maniera spicciola – le immagini transitano attraverso la banda. Ecco perché l’ideale sarebbe sfruttare la fibra o almeno una buona connessione Adsl. Secondo passaggio è, o comprare uno dei tanti decoder IpTV in commercio se si vuole vedere la IpTV sul televisore del salotto, o installare un programma ad hoc sul proprio PC se si preferisce il monitor, o sullo smartphone se ci si accontenta di visioni da “pochi pollici”.

Il software in questione quindi, non fa altro che fungere da decoder. Tra i più noti ci sono senza dubbio Kodi, VLC e tanti, tanti altri: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Basta fare una banale ricerca su Google per rendersi conto della disponibilità.

L’ultimo passo è poi scaricare la lista delle IpTV: un file che, in breve, al suo interno, contiene i riferimenti per raggiungere i canali. Anche questa, così come nel caso dei software, è facilmente rintracciabile attraverso il motore di ricerca a patto di circoscrivere i risultati agli ultimi sette giorni: sul web esistono milioni di liste IpTV che dopo pochi giorni smettono di funzionare perché diventano obsolete. Da qui l’importanza di scaricare solo liste recenti così da sbloccare la visione dei canali.

Quando l’IpTV è illegale?

L’intero sistema delle IpTV è un meccanismo legale, come abbiamo detto. Ma nasconde anche dei lati, per così dire, “oscuri”. È risaputo infatti che sono presenti sul web vari siti che offrono la possibilità – come anticipato – di vedere contenuti che sono destinati a televisioni in streaming a pagamento.

Spesso l’utente, dietro pagamento di un piccolo abbonamento, molto inferiore a quello di Sky o Netflix, per esempio, può vedere i contenuti trasmessi da queste piattaforme sul suo sistema IpTV.

Uno dei canali più diffusi come metodo di vendita degli  sei sistemi IPTV è Telegram molto spesso si trovano dei bot automatizzati per ottenere informazioni eccone un esempio:

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